Previsioni d’Inverno sono cambiate, avremo un Inverno glaciale o no? Facciamo chiarezza

Federico De Michelis
8 Min tempo di lettura

 

La domanda che ci poniamo è se avremo veramente un inverno glaciale. Innanzitutto, analizziamo il termine: potrebbe trattarsi di un aggettivo che descrive un’intensità oppure di un’affermazione che indica un valore termico preciso.

 

Molto spesso, come persone comuni e non come scienziati, definiamo “freddo” quando le temperature si abbassano sensibilmente rispetto al periodo precedente. Ad esempio, chi vive in Pianura Padana ha vissuto un abbassamento della temperatura diurna di circa 10 °C in pochi giorni e, quindi, chi vive percepisce il primo freddo della stagione. Tendenzialmente, diamo una definizione soggettiva al clima. Spesso si sente dire: “Non si era mai visto un tempo così” oppure “Non ci sono le stagioni di una volta”. Sono espressioni che utilizziamo per descrivere il tempo atmosferico, come fanno anche gli inglesi, abituati a parlare quotidianamente del tempo presente e futuro.

 

Anche gli italiani ormai sono appassionati di meteo; parlano di meteorologia e, prima di uscire di casa, controllano la temperatura e le previsioni. In Italia, siamo sempre più interessati al meteo, anche grazie ai social network e ai motori di ricerca che, già nella prima schermata, ci propongono le previsioni. È quasi superfluo per i siti meteo italiani fare previsioni giornaliere, poiché gli utenti conoscono già il tempo che li aspetta.

 

Quante volte capita di sentire: “Dovrebbe iniziare a piovere alle ore…” oppure “È atteso un periodo di freddo… Arriverà la neve…”.

Oggi ci consideriamo tutti “meteorologi” perché abbiamo accesso immediato alle previsioni. Solo qualche decennio fa, l’unica fonte d’informazione sul tempo erano la radio e la televisione, con il bollettino trasmesso poco prima del TG. Oggi viviamo in un’epoca differente, prendendo decisioni in base alle previsioni che visualizziamo sui nostri dispositivi mobili.

 

In Italia, e solo in Italia, le previsioni meteo non hanno uno spazio rilevante in TV e alla Radio; durano quanto uno spot pubblicitario. Tuttavia, l’Italia è vasta e presenta una varietà di microclimi, quindi le previsioni possono risultare poco precise. Tuttavia, questo è il sistema.

 

Riassumere in un articolo il tempo dei prossimi giorni rischia di dare un’idea distorta, influenzata dal modo in cui interpreta chi legge, ma anche chi scrive. Solitamente, diamo risalto ai fenomeni atmosferici più rilevanti. Recentemente, si è parlato di inverno glaciale e dell’effetto de La Niña. Si evidenziano anche gli indici climatici favorevoli a periodi di freddo.

Ma questa è la differenza sostanziale: un periodo di freddo non è un inverno glaciale. Anche il famoso inverno del 1985, che portò un’ondata di gelo straordinaria per circa 20 giorni, non fu glaciale, poiché l’inverno dura tre mesi. Ancora più significativo fu il 1956, con un freddo persistente per un mese intero. Eventi simili restano nella memoria storica e fanno sì che quell’anno venga etichettato come glaciale, anche se il freddo durò solo per circa un terzo dell’inverno.

 

I modelli matematici di previsione indicano un progressivo raffreddamento della stagione invernale oltre la media di riferimento, che inizierà però con anomalie positive a causa del riscaldamento globale. Alcune regioni sperimenteranno già ondate di freddo, ma si tratta di episodi isolati. Il nostro pianeta si sta riscaldando, con Oceani a temperature record; persino il Mar Mediterraneo è ormai caldissimo. Dunque, attendersi un inverno glaciale dipende da cosa intendiamo.

 

Se prevediamo un’ondata di freddo notevole, potremmo definirlo un inverno glaciale rispetto agli ultimi anni. Da circa 15 anni non viviamo un inverno rigido: l’ultimo fu nel febbraio 2012, con una fase fredda durata poco più di due settimane a causa di un’ondata di gelo proveniente dalla Russia.

 

Durante l’inverno 2011-2012, la stagione iniziò mite, con temperature sopra la media. Anche gennaio non fu freddo, e nulla faceva presagire un cambiamento così drastico. Gli indici climatici favorevoli indicavano solo la possibilità di scambi di masse d’aria e inversioni di correnti, come quelle che portano freddo dalla Siberia. Tuttavia, queste inversioni non garantiscono che il freddo arrivi proprio in Europa o in Italia.

 

Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito a ondate di gelo significative in Europa, come quella che colpì la Spagna con nevicate eccezionali e temperature record. La Grecia e la Turchia hanno registrato temperature record e tempeste di neve intense. Queste condizioni, benché rare, sono state vissute da città come Atene o Istanbul. Atene, nonostante sia più a sud di Roma, vede però storticamente nevicate più frequentemente rispetto alla capitale italiana.

 

Le proiezioni dei modelli matematici indicano che gennaio e febbraio potrebbero essere più freddi della media. Queste non sono nostre affermazioni, ma derivano da proiezioni scientifiche. Anche noi restiamo sorpresi dalle previsioni di freddo considerate le attuali condizioni globali. Aspettiamo conferme: le proiezioni indicano freddo e possibilità di ondate di gelo provenienti dalla Siberia o dall’Artico, ma non possiamo conoscere con esattezza ciò che accadrà. Non possiamo neanche dire con certezza se nevicherà su Roma o Milano, città in cui la neve sta diventando sempre più rara. I giovani ormai vedono una Milano invernale meno gelida di un tempo, tanto da poter dire che le stagioni non sono più quelle di una volta.

 

In definitiva, non sappiamo con precisione se avremo un inverno glaciale come prospettato dai modelli matematici, che al momento indicano circa un mese e mezzo di temperature sotto la media. Questa è l’indicazione di un modello estremamente attendibile per previsioni a lungo termine, diffuso dall’ente meteorologico americano recentemente ulteriormente sovvenzionato, anche in vista dell’arrivo de La Niña, fenomeno che porta problematiche negli Stati Uniti.

 

Tali previsioni riguardano anche l’Europa, sebbene siamo lontani dal fenomeno, poiché ciò che accade in America ha riflessi anche qui, così come gli eventi in Giappone o nel Pacifico. Tuttavia, gli effetti non sono immediati come quelli sull’Atlantico o nel Mediterraneo.

 

In conclusione, non sappiamo se avremo un inverno che definiremo glaciale solo perché più freddo rispetto agli anni passati. Le proiezioni sono orientate verso questa possibilità, ovvero, il rischio di maggiori ondate di freddo capaci di venire in Italia, come non succede dal 2012, ma attendiamo gradualmente i nuovi aggiornamenti per avere indicazioni più precise.

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