Nubifragi dal Mediterraneo caldissimo, torna il rischio in Italia. Le regioni esposte, la data

Federico De Michelis
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L’Alta Pressione, attualmente estesa su gran parte d’Europa, sta dominando il quadro meteo sull’intera penisola italiana, creando una situazione di stabilità atmosferica che si manterrà fino alla metà della settimana. Un vasto anticiclone proveniente dal Nord Africa si è infatti espanso fino all’Europa Centrale, coprendo con la sua influenza l’intera Italia. Questo campo di alta pressione risulta particolarmente forte e sta mantenendo le temperature ben al di sopra della media stagionale, allontanando le perturbazioni e garantendo un clima mite e soleggiato.

 

Clima mite fino a mercoledì 6 novembre

Fino a mercoledì 6 novembre, il meteo in Italia resterà caratterizzato da condizioni serene e soleggiate. I valori termici registrati saranno decisamente elevati per il mese di novembre e toccheranno i 25°C nelle zone del Centro-Sud e delle Isole Maggiori, con punte anche superiori nelle aree più esposte all’irraggiamento solare diretto. Nel Nord Italia, il clima sarà altrettanto mite, anche se la nebbia, particolarmente densa nelle ore mattutine e serali, potrebbe limitare il riscaldamento diurno nelle aree della Pianura Padana. La nebbia, tipica in autunno sotto l’influenza dell’alta pressione, contribuisce ad aumentare l’umidità atmosferica e a mantenere basse le temperature diurne, limitando l’escursione termica giornaliera rispetto alle zone più secche del Centro-Sud e delle Isole Maggiori.

 

Inversioni termiche: caldo in montagna e fresco in pianura

L’influenza dell’anticiclone contribuisce a formare inversioni termiche, fenomeno in cui le temperature risultano più elevate in quota rispetto alle pianure e alle valli. Nell’Appennino e sulle Alpi, le temperature appaiono anomale per il periodo autunnale, con valori elevati grazie all’esposizione al sole e alla ridotta umidità atmosferica. Questa situazione comporta un contrasto notevole con le pianure, dove l’aria fredda e umida resta intrappolata, causando un clima più fresco, soprattutto di notte. In particolare, nelle aree pianeggianti del Nord Italia la differenza termica tra la notte e il giorno risulta ridotta a causa del ristagno dell’aria umida, accentuando le inversioni termiche che favoriscono un clima particolarmente mite sulle alture.

Cambiamenti in vista dal 7 novembre

Un cambiamento nelle condizioni meteo è atteso a partire dal 7 novembre, quando correnti d’aria più fredda si muoveranno dall’Europa Orientale verso sud, avvicinandosi gradualmente al Mediterraneo. Questo primo impulso di aria fredda potrebbe interessare anche alcune regioni italiane, anche se l’intensità del fenomeno e le aree specifiche che verranno colpite rimangono ancora incerte. In caso di conferma, questa nuova configurazione atmosferica comporterebbe un abbassamento delle temperature e un aumento dell’instabilità atmosferica, soprattutto nelle aree del Centro-Sud e delle Isole Maggiori. La discesa dei valori termici si dovrebbe verificare a causa dell’incontro tra il flusso di aria fresca e le masse d’aria calda e umida ancora presenti sul Mar Mediterraneo, le cui temperature sono al momento superiori alla norma stagionale.

 

Rischio di nubifragi al Centro-Sud e nelle Isole Maggiori

Il contrasto tra l’aria più fredda in arrivo e le masse d’aria calde e umide sul Mediterraneo potrebbe determinare condizioni favorevoli alla formazione di nubifragi e precipitazioni abbondanti. Le regioni maggiormente esposte a tali fenomeni estremi sarebbero quelle del Centro-Sud, in particolare le aree tirreniche e ioniche. Anche alcune zone dell’Emilia-Romagna, della Toscana, del Lazio e della Campania, oltre alle aree orientali della Sardegna e della Sicilia, potrebbero affrontare condizioni meteo difficili, con precipitazioni intense e un rischio aumentato di alluvioni locali.

 

Aggiornamento delle previsioni

In questo contesto di possibile aumento dell’instabilità atmosferica, anche la Corsica orientale potrebbe essere coinvolta, data la sua vicinanza alle correnti umide e instabili provenienti dal Mediterraneo. L’elevata umidità presente agirebbe infatti da carburante per la formazione di potenti sistemi temporaleschi, che potrebbero colpire le regioni costiere e interne esposte ai venti di scirocco e libeccio.

Nei prossimi giorni, i principali centri meteorologici seguiranno attentamente l’evoluzione di queste condizioni, adeguando le previsioni per fornire un quadro dettagliato e preciso delle regioni più a rischio di fenomeni estremi. La Protezione Civile potrebbe inoltre valutare l’emissione di eventuali allerta meteo per le aree più vulnerabili, qualora le condizioni atmosferiche lo richiedano, con l’obiettivo di prevenire possibili danni e garantire la sicurezza della popolazione.

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