Meteo, Vortice Polare previsto verso la crisi: riguarderà anche l’Italia

Federico De Michelis
5 Min tempo di lettura

Ogni anno il Vortice Polare, durante la stagione fredda, tende a rinforzarsi per poi perdere vigore, influenzando il clima di tutto l’emisfero nord. Quando il Vortice Polare è intenso, si riducono gli scambi di masse d’aria lungo i meridiani, diminuendo la possibilità di ondate di freddo. Queste si verificano su scala macroregionale, poiché influenzate da correnti nordoccidentali provenienti da aree ghiacciate. Ad esempio, in Nord America, le correnti nordoccidentali trasportano il freddo dal Canada. Lo stesso accade in Cina e Giappone.

 

In Europa, le correnti nordoccidentali provengono dall’Atlantico settentrionale, dove è attiva la corrente del Golfo, che mitiga il clima europeo. Tuttavia, anche senza la corrente del Golfo, la superficie marina sarebbe comunque molto più calda rispetto alle terre congelate della Siberia, che condizionano Cina e Giappone, o del Canada, che influenza gli Stati Uniti centro-orientali.

 

L’Europa è quindi meno vulnerabile alle correnti di nordovest, abbastanza comuni durante l’inverno. Pertanto, anche in presenza di un Vortice Polare forte, la probabilità di ondate di freddo in Europa rimane moderata. Negli Stati Uniti centro-orientali, e in molte aree dell’Asia, la situazione è diversa. Tuttavia, quando il Vortice Polare si indebolisce, aumentano le probabilità di ondate di freddo sia in Nord America e Asia che in Europa, anche se qui risultano meno violente, grazie alla presenza dell’Atlantico. Una situazione simile si verifica nella parte occidentale del Nord America, più mite rispetto alla zona orientale alla stessa latitudine. Le differenze climatiche restano comunque evidenti, ma non approfondiremo ulteriormente questi aspetti.

 

Dopo questa analisi climatologica, è utile capire perché un indebolimento del Vortice Polare potrebbe avere un’influenza significativa sull’Europa. In queste circostanze, le correnti possono diventare molto intense da nord, talvolta deviando da nordest, trasportando masse d’aria dall’Artico russo che attraversano la Scandinavia e l’Europa centro-orientale, per poi raggiungere l’Italia con caratteristiche continentali, quindi molto fredde, poiché non attraversano l’Atlantico.

 

Ondate di freddo di questo tipo si sono già verificate, ma quelle più eclatanti che hanno raggiunto l’Italia non sono numerose, mentre risultano più frequenti quelle provenienti dalla Siberia. Tuttavia, un evento meteo dal Artico russo ha una strada più semplice rispetto a una corrente che deve superare i venti prevalenti da ovest, generati dalla rotazione terrestre.

 

Il Vortice Polare condiziona queste correnti, potenziandole e favorendo la formazione di aree di alta pressione di blocco sull’Oceano Atlantico centro-settentrionale, portando il freddo dalla Siberia. Si tratta di fenomeni complessi da prevedere. Tutte le ondate di freddo sull’Italia sono difficili da definire con precisione, anche a causa dell’orografia del nostro paese, in particolare le Alpi.

 

Come avrete letto nei libri di geografia, l’arco alpino rappresenta un ostacolo agli impulsi d’aria fredda provenienti da nord. Questo è evidente anche nei giorni scorsi, quando una massa d’aria molto fredda associata a basse pressioni è stata fermata a nord delle Alpi, mentre sull’Italia è giunta solo in modo marginale.

 

Secondo i modelli matematici, l’evoluzione meteorologica delle prossime due settimane mostra un cambiamento verso caratteristiche invernali. A differenza di altri anni, si osserva un rapido alternarsi di periodi di alta e bassa pressione in Europa, entrambi particolarmente intensi. Inoltre, si prevedono movimenti imponenti di masse d’aria, dapprima calde e poi molto fredde. Questo aumenta il rischio di ondate di gelo in Italia, in un contesto di eventi stratosferici caldi, inusuali.

 

Potreste chiedervi: come è possibile prevedere ondate di freddo in presenza di eventi di caldo? Questo è il punto cruciale. Gli impulsi di aria fredda derivano spesso da richiami di aria molto calda che interessano altre aree. È proprio l’aria calda che spinge verso il basso quella fredda. Se l’Italia sarà influenzata dall’aria calda, altrove ci sarà freddo, e viceversa. Queste dinamiche sono complesse, ma si nota un aumento degli scambi di masse d’aria rispetto ad altri anni, tanto che si può paragonare l’evoluzione meteo europea a quella di continenti come l’Asia o il Nord America, dove gli sbalzi di temperatura sono più comuni. Stiamo dunque osservando un’evoluzione meteorologica estrema.

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