La storia delle ondate di gelo estreme ci insegna molto sul futuro che potremmo affrontare, soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici e delle anomalie sempre più frequenti a livello meteorologico. Eventi di gelo intenso, come l’ondata che colpì l’Italia nel 1963, tornano attuali perché le condizioni globali stanno favorendo una crescente imprevedibilità nei fenomeni atmosferici. Lo studio pubblicato da Nature evidenzia come il riscaldamento globale non significhi necessariamente un’assenza di freddo estremo, anzi: le oscillazioni termiche potrebbero portare a ondate di freddo più intense, soprattutto nelle regioni temperate.
Negli ultimi anni, particolarmente nel Nord America, si è osservato come i cambiamenti climatici stiano generando una variabilità estrema con inverni spesso miti interrotti da improvvise e violente irruzioni di gelo. Lo stesso potrebbe ripetersi in Europa e in Italia, dove gli inverni tendono a essere più miti e dove, ormai, si parla di allerta gelo e neve anche per condizioni climatiche del tutto normali per la stagione. Ma cosa accadrebbe se eventi come quello del 1963 si ripetessero?
L’ondata di gelo in Italia nel 1963
L’ondata di gelo del 1963 rappresenta uno degli eventi più estremi della meteorologia italiana, con un impatto devastante su popolazione, infrastrutture ed economia. Il periodo critico si estese tra gennaio e febbraio, caratterizzato da temperature al di sotto di ogni norma storica. Le minime scesero fino a -30°C in alcune aree del Nord Italia, mentre le neve e il gelo causarono gravi disagi ai trasporti, blocchi stradali, problemi alla rete elettrica e danni irreversibili all’agricoltura.
Nel dettaglio, il 22 gennaio 1963, l’Italia fu investita da una massiccia ondata di aria freddissima proveniente dalla Russia, con l’isoterma dei -20°C che sfiorò il Friuli a circa 1400 metri di altitudine. Questo scenario, tipico di una condizione di bassa pressione sull’Adriatico, portò forti nevicate e un calo drastico delle temperature nelle città e nelle montagne più esposte alle irruzioni da Nord-Est.
In Trentino-Alto Adige, località come Sesto toccarono punte di -28°C, mentre in Friuli si registrarono -24°C a Tarvisio e -23°C a Sappada. Le città del Nord-Est furono particolarmente colpite, con Belluno e Pordenone che registrarono -14°C, Verona e Bassano del Grappa -13°C, e temperature molto simili a Trento e Padova. Anche l’Emilia Romagna non fu risparmiata: ad Anzola si toccarono i -18,5°C, Reggio Emilia scese fino a -14,5°C, mentre Bologna raggiunse -8,3°C. La Liguria subì un drastico raffreddamento, con Genova e altre città della costa che sperimentarono giornate di ghiaccio e colate di ghiaccio lungo le strade, a causa delle tubazioni che si rompevano per il gelo.
Grandi nevicate e gelo intenso nell’Italia centrale e meridionale
L’effetto del gelo raggiunse anche il Centro Italia e il Sud Italia, con abbondanti nevicate lungo la costa adriatica e nelle aree interne. In Toscana, la Versilia vide scendere le temperature a -4°C, mentre Firenze affrontò temperature di -5,8°C con picchi di ghiaccio nelle zone collinari. Nelle Marche, i comuni di Falconara Marittima, Chiaravalle e Fabriano furono coperti da spessi manti di neve, con accumuli fino a 90 cm. Anche in Abruzzo, la situazione fu grave: a Rocca di Mezzo si registrarono -21°C, mentre all’Aquila la minima scese a -12,1°C.
Le bufere di neve interessarono anche le coste dell’Adriatico con Chieti che toccò -6,1°C, e Pescara che rimase intorno a -1°C durante tutta la giornata. Più a sud, la costa molisana e quella pugliese vissero giornate di ghiaccio, con Termoli e Bari che rimasero sotto lo zero.
Anche la capitale Roma e il Lazio furono colpiti dal gelo: a Ciampino la temperatura scese fino a -4,2°C, mentre in città il termometro segnò -2°C. Giornate di freddo intenso si verificarono anche a Civitavecchia e Viterbo, dove le minime raggiunsero i -7°C. L’Umbria intera rimase sottozero, con Perugia che registrò una minima di -8°C e Terni di -3,4°C.
Nel Sud Italia e nelle Isole Maggiori, il freddo raggiunse livelli insoliti. In Campania, Montevergine registrò -14,5°C, mentre Napoli toccò minime di -2°C. Anche la Puglia, ad eccezione del Salento, sperimentò un calo drastico delle temperature, con il gelo che penetrò fino alle coste della Basilicata.
In Sicilia e Sardegna, infine, l’arrivo dell’aria fredda comportò un abbassamento progressivo delle temperature, con gelate e freddo intenso nei giorni successivi, segnando un evento raro per queste regioni insulari.