Meteo d’Inverno: ghiacciato dalle turbolenze già dalle prossime settimane

Federico De Michelis
6 Min tempo di lettura

Il ritorno del freddo: come il clima in Italia potrebbe cambiare con l’arrivo di La Niña

L’autunno inoltrato sta portando con sé cambiamenti climatici significativi in Italia, dopo un ottobre segnato da temperature al di sopra della media. L’influenza globale del fenomeno di El Niño, che ha contribuito a temperature record negli ultimi mesi, sta ora lasciando il posto a La Niña, una fase climatica opposta che potrebbe influenzare anche il clima italiano nei prossimi mesi.

 

Anomalie termiche e i primi segnali di freddo

L’ottobre 2024 si è concluso con temperature sensibilmente superiori rispetto ai valori medi del periodo di riferimento, sia nel confronto con il trentennio 1960-1990 che con il periodo più recente fino al 2010. Tuttavia, nonostante il riscaldamento globale sia una costante, i segnali di un raffreddamento anticipato stanno emergendo. E lo stiamo osservando con il real time, con le previsioni meteo a breve e lungo termine.

Le anomalie del Vortice Polare, combinate con l’influenza di La Niña, potrebbero favorire un abbassamento delle temperature e la comparsa di neve anche a bassa quota in diverse aree della Penisola. E questo in forma anche diffusa questo inverno, che però non possiamo attenderci freddo, bensì mite e intervallato da ondate di gelo.

 

Il ruolo della Corrente del Golfo nel clima europeo

Un elemento cruciale per comprendere i cambiamenti climatici in Europa è il progressivo indebolimento della Corrente del Golfo, una componente fondamentale del sistema climatico globale. Il rallentamento della AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation) ha già mostrato effetti importanti, come gli inverni estremamente rigidi registrati in Scandinavia, dove le temperature hanno raggiunto valori record lo scorso anno. E forse inizia a mostrare i suoi effetti anche quest’anno, ma in misura più ampia, come prevedevano i modelli matematici stagionali.

In mancanza dell’effetto mitigante della Corrente del Golfo, le temperature invernali in Europa, e quindi anche in Italia, potrebbero diventare più rigide. I modelli climatici del Centro Europeo segnalano che l’indebolimento di questa corrente favorirà un raffreddamento progressivo nelle regioni del Nord e Centro Europa, con possibili ripercussioni anche nel Nord Italia, specie in aree come la Pianura Padana, già predisposte a fenomeni di freddo intenso grazie all’effetto del cuscinetto d’aria fredda.

 

Previsioni per fine novembre e dicembre: freddo temporaneo o tendenza stabile?

Le proiezioni per la terza decade di novembre e l’inizio di dicembre suggeriscono un graduale calo delle temperature. Correnti di origine settentrionali, potrebbero portare ripetute ondate di aria gelida verso il Mediterraneo. Per l’Italia, questa configurazione potrebbe tradursi in giornate più fredde rispetto alla media degli ultimi anni, con la possibilità di nevicate in zone ormai dove la neve è insolita come la Pianura Padana.

Tuttavia, i modelli matematici stagionali mostrano anche un’incertezza riguardo alla distribuzione delle precipitazioni. Mentre il Nord Italia potrebbe registrare un deficit pluviometrico, le regioni del Centro Italia, del Sud Italia e delle Isole Maggiori potrebbero essere soggette a fenomeni di instabilità, con piogge anche superiori alla media.

 

Fenomeni estremi e possibili nevicate al Centro-Sud

Le masse d’aria fredda provenienti dal Nord Europa potrebbero incontrarsi con correnti più calde di origine mediterranea, creando le condizioni ideali (mix esplosivo) per fenomeni di instabilità atmosferica. In particolare, le regioni tirreniche del Centro-Sud Italia, la Sardegna e la Sicilia potrebbero vedere un aumento delle precipitazioni, accompagnato da temperature in calo. In queste aree, non è escluso che la neve possa cadere a quote relativamente basse, specialmente sugli Appennini.

 

Il deficit di neve al Nord e l’impatto sulla stagione sciistica

Nel Nord Italia, la barriera naturale delle Alpi potrebbe limitare l’arrivo delle precipitazioni, portando a un autunno caratterizzati da scarse nevicate (complessivamente). Questo scenario potrebbe influire negativamente sulla stagione sciistica, con un possibile ritardo nell’apertura degli impianti in alcune località montane. Tuttavia, le precipitazioni, a differenza dei modelli matematici stagionali, sono previste. Perciò, non si esclude l’alternanza tra periodi asciutti e fasi di precipitazioni più intense, che potrebbero portare accumuli significativi di neve in tempi brevi, questo salverebbe la stagione sciistica nelle Alpi italiane.

 

L’incertezza delle previsioni a lungo termine

Le previsioni stagionali, come quelle fornite dal modello ECMF EPS, offrono indicazioni utili ma non definitive. La variabilità atmosferica rende complesso delineare con precisione le dinamiche meteorologiche oltre i 15-20 giorni. Se le tendenze attuali fossero confermate, un freddo ormai divento insolito potrebbe caratterizzare la fine di novembre e l’inizio di dicembre, segnando un ritorno a condizioni invernali più rigide rispetto agli ultimi anni.

Insomma, c’è tanto da scrivere sul meteo italiano.

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