A cavallo tra fine novembre e inizio dicembre del 1973, l’Europa centrale e meridionale fu investita da un’ondata di freddo eccezionale. Un imponente sistema di alta pressione si estese dall’Anticiclone delle Azzorre verso la Groenlandia, creando le condizioni ideali per una discesa di aria gelida artica che colpì in modo esteso l’Italia e altri Paesi europei. Si registrano in tutta Europa temperature eccezionalmente basse e abbondanti nevicate che, nella Penisola italiana, raggiunsero anche località del Centro e del Sud Italia dove la neve è rara in quel periodo.
Il 27 novembre, i primi effetti dell’irruzione fredda si manifestarono nel Regno Unito, con isoterme a -15°C che investirono la Scozia e, spingendosi a sud, fecero scendere le temperature di Londra fino a -3°C. Sul versante alpino italiano, in particolare presso il P. Rosà, il termometro toccò un minimo estremo di -27°C, causato dalla presenza di isoterme a -40°C alla quota di 500 hPa. A partire dal 28 novembre, il gelo si diffuse sull’Italia, con la -40°C che avanzò lungo l’Adriatico.
Le temperature minime crollarono sensibilmente in Nord Italia, con valori di -8°C a Novara e Bolzano, -10°C a Malpensa, -7°C a Torino e persino -7°C a Pisa, un’anomalia estrema per le regioni tirreniche. La discesa del freddo fu accompagnata da una perturbazione che attraversò prima le Isole Britanniche e poi la Francia, per raggiungere il Nord e il Centro Italia il 29 novembre. Quel giorno nevicò a Venezia, Trieste, Rimini, Firenze e Frosinone, con accumuli importanti per il mese di novembre. A Firenze caddero circa 3 cm di neve, mentre 10 cm si registrarono a Pistoia e Lucca, con nevicate anche in altre città toscane come Arezzo, Siena e Grosseto.
Il primo dicembre, la fusione dell’Anticiclone delle Azzorre con quello artico intensificò ulteriormente il freddo sulla nostra Penisola. L’Italia fu così investita da forti correnti settentrionali che mantennero le temperature ampiamente sotto lo zero su tutto il Centro-Nord: si registrarono -7°C a Udine e Treviso, -6°C a Novara e Brescia. Anche le regioni del Sud come la Basilicata furono colpite dal gelo, con -8°C a Potenza.
Il 2 dicembre, una saccatura attraversò l’Italia provocando la formazione di una depressione sul Centro Italia. Le temperature in quota scesero a valori estremi sulle Alpi, con isoterme a -15°C a 850 hPa. Malpensa toccò i -13°C, e persino città come Firenze scesero a -9°C. Sul Monte Cimone, la temperatura toccò -19°C accompagnata da venti nord-orientali di 133 km/h. Nevicate intense colpirono numerose regioni, con accumuli nevosi particolarmente abbondanti in Toscana, Umbria e Marche. Le autostrade in Toscana furono chiuse a causa della neve caduta nella notte, che raggiunse i 25 cm a Firenze e accumuli di 20 cm a Lucca, Siena e Arezzo. In Umbria, città come Perugia, Gubbio, Assisi e Spoleto furono ricoperte da 15 cm di neve.
In altre regioni alpine e prealpine come il Friuli, si registrarono temperature estremamente basse: -17°C a Fusine e -12°C a Tarvisio. Anche in Liguria, la neve raggiunse l’entroterra di Sestri Levante e la Val di Vara. In Emilia-Romagna, la neve si spinse fino alla pianura, con episodi significativi a Cattolica e nevicate estese in tutto il Friuli Venezia Giulia.
Il 3 dicembre, una profonda depressione si stabilì sul Centro-Sud italiano, intensificando le bufere di neve e portando un gelo ancora più intenso al Nord Italia: la temperatura a Firenze scese fino a -8,6°C. La neve veniva spazzata via dai tetti dal forte vento che imperversava anche nelle zone costiere. A Bolzano, la minima toccò i -9°C, mentre a Verona il termometro registrava -6°C. Temperature glaciali continuarono a registrarsi nelle località di montagna: -18°C a Dobbiaco, -14°C a Tarvisio, e -28°C al P. Rosà.
Il freddo eccezionale colpì anche le regioni limitrofe all’Italia. In Svizzera, Le Brevine nel Giura svizzero registrò -22°C, valori paragonabili a quelli di altre località alpine e delle Dolomiti italiane dove la temperatura scese a -21°C sui passi montani e -17°C nel Cadore e Agordino. In Francia, il gelo si fece sentire con particolare intensità nel Corrèze (-20°C) e sulle Alpi Francesi, dove abbondanti nevicate e temperature fino a -20°C paralizzarono la circolazione.
Il 4 dicembre, la situazione meteorologica continuava a mostrare un freddo intenso soprattutto nelle regioni adriatiche del Centro-Sud Italia. In Puglia e Basilicata, le nevicate furono talmente abbondanti che la città di Potenza si trovò sotto 80 cm di neve. Anche il Subappennino Dauno fu ricoperto da un manto nevoso che superò il metro, e diversi comuni rimasero isolati.
Anche in città come Benevento e Avellino, la neve raggiunse livelli eccezionali: nella periferia di Benevento, l’altezza del manto nevoso toccò i 3 metri, mentre ad Avellino si contava un metro e mezzo di neve accumulata. Nell’Abruzzo, le bufere di neve resero inaccessibili oltre 60 comuni in provincia di Chieti. Nelle Marche si registrava un metro di neve in montagna, mentre la città di Camerino rimase isolata con 30 cm di neve.
Il miglioramento del meteo avvenne gradualmente a partire dal 5 dicembre, quando le temperature massime iniziarono lentamente a risalire al Nord Italia e al Centro, mentre le bufere continuarono sporadicamente a investire il Meridione.