La data del FREDDO che divenerà GELO in Italia. NEVE frequente sino in pianura

Federico De Michelis
4 Min tempo di lettura

La stagione autunnale in Italia sta vivendo un cambiamento climatico significativo, con l’attuale ondata di calore globale che potrebbe esaurirsi a breve, mentre si avvicina un possibile fenomeno di La Niña. A ottobre 2024, le temperature hanno mostrato anomalie sopra la media rispetto ai periodi storici 1960-90 e 2010, segno di un riscaldamento che potrebbe però essere interrotto da fasi di freddo intenso e persino da precipitazioni nevose a bassa quota prima del previsto. Questo cambio potrebbe essere influenzato dal fenomeno del Vortice Polare e dall’indebolimento della Corrente del Golfo.

 

L’indebolimento della Corrente del Golfo e le sue conseguenze sul clima europeo

Un punto di grande interesse riguarda la Corrente del Golfo e il suo indebolimento, noto come decadimento dell’AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation), al centro di recenti studi. La corrente, essenziale nel mitigare le temperature europee trasportando acque calde dal Golfo del Messico verso le coste europee, sta perdendo efficacia. Questo fenomeno ha già causato temperature estremamente basse lo scorso inverno in Scandinavia, e potrebbe portare a un ulteriore raffreddamento in tutta Europa e in Italia. Un suo ulteriore indebolimento lascerebbe il continente esposto a freddi intensi simili a quelli di zone come il Labrador e la Siberia, dove in inverno le temperature possono raggiungere i -60 °C.

Le proiezioni climatiche del Centro Europeo per le tendenze meteorologiche evidenziano che un eventuale blocco dell’alta pressione su Penisola iberica e Isole Britanniche potrebbe agevolare la discesa di aria fredda verso sud, con effetti significativi anche per l’Italia. Tuttavia, queste previsioni per l’inverno rimangono incerte.

 

Freddo temporaneo e possibilità di neve in Italia

Le previsioni stagionali segnalano un possibile raffreddamento tra novembre e dicembre, ma senza indicazioni di un inverno glaciale. L’Italia, almeno inizialmente, sarà influenzata da correnti meridionali calde dovute a una bassa pressione sulla Penisola iberica, ma il raffreddamento potrebbe prendere piede verso la fine di novembre. Questo potrebbe portare neve persino in Pianura Padana, dove le nevicate sono state rare negli ultimi anni.

Un interrogativo riguarda le precipitazioni: i modelli indicano una scarsa piovosità, specialmente nel Nord Italia, dove l’influenza di correnti settentrionali bloccate dalle Alpi potrebbe limitare le nevicate. Questo fenomeno, se confermato, potrebbe penalizzare la stagione sciistica in queste aree.

 

Instabilità e precipitazioni al Centro-Sud e sulle isole

Al contrario, nelle regioni tirreniche del Centro Italia e del Sud Italia, e sulle isole Sardegna e Sicilia, si potrebbero verificare condizioni di instabilità atmosferica dovute alla confluenza di aria calda dal Mediterraneo e aria fredda settentrionale. In queste aree, si prevedono precipitazioni anche sopra la media stagionale e un abbassamento delle temperature, che potrebbe portare nevicate nell’Appennino.

 

Incertezza delle previsioni a lungo termine

Le previsioni stagionali necessitano di conferme poiché le dinamiche atmosferiche a lungo termine sono difficili da anticipare con certezza. Tuttavia, qualora le proiezioni attuali fossero confermate, novembre e l’inizio di dicembre potrebbero segnare il ritorno del freddo intenso, come non si vedeva dal 2011, con nevicate a bassa quota nel Nord Italia, grazie all’effetto del “cuscinetto freddo” nelle aree di pianura e in presenza di alta pressione.

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