Che la corrente del Golfo si stia attenuando è ormai un dato sostenuto da numerosi scienziati, i quali continuano a fornire informazioni sempre più dettagliate su questo fenomeno che influenza, in particolar modo, il clima europeo, mitigandolo durante la stagione invernale. I primi segnali di raffreddamento si sono manifestati soprattutto lo scorso anno con un inverno particolarmente rigido in Scandinavia. Quest’anno la situazione tende a ripetersi, ma l’effetto si sta estendendo anche all’Islanda. Tuttavia, i ghiacciai artici nell’area europea sono in sofferenza, ma ciò non è correlato alla forza della corrente del Golfo, che invece contribuisce a mitigare le condizioni climatiche in Europa.
La diminuzione delle temperature su una superficie marina e terrestre genera una sorta di sconvolgimento meteorologico su vasta scala. In Europa stiamo osservando una sorta di continentalizzazione del clima, ovvero anomalie caratterizzate da sbalzi estremi di temperatura e pressione, con movimenti repentini di masse d’aria fredda da nord verso sud e viceversa. Questi fenomeni portano ad alternanze tra ondate di gelo e freddo, rendendo il clima instabile. Nonostante ciò, in Europa si registra ancora una temperatura mediamente superiore alla norma, un effetto riconducibile al riscaldamento globale, che non va dimenticato.
Negli ultimi giorni, un forte impulso di aria fredda proveniente dalle regioni artiche, associato a una serie di basse pressioni, ha generato tempeste di neve dalle Isole Britanniche fino alla Francia, alla Svizzera, alla Germania e all’Austria. Questi fenomeni hanno marginalmente interessato anche parte delle regioni settentrionali italiane, soprattutto le Alpi occidentali, estendendosi ad alcune vallate alpine.
Servizi meteorologici autorevoli, come quello svizzero, hanno sottolineato l’eccezionalità di questi eventi, evidenziando la quantità di neve caduta nelle principali città, dove, nel mese di novembre, sono stati registrati record storici di accumuli. Fenomeni simili si sono verificati anche nelle Isole Britanniche, con record di freddo per il mese di novembre. In Francia si è verificata una situazione analoga, con nevicate eccezionali a Parigi, fenomeno che non si verificava da secoli in questo periodo dell’anno.
Tutto ciò non smentisce le teorie sul riscaldamento globale, ma anzi ne rappresenta una diretta conseguenza. Numerose volte è stato evidenziato come i cambiamenti climatici possano generare estremi meteorologici, anche di freddo intenso. Molte pubblicazioni scientifiche supportano questa tesi da anni. Tuttavia, esiste ancora molto scetticismo su questo tema, soprattutto quando si osservano fenomeni localizzati. Per esempio, in Pianura Padana si considera ormai eccezionale una nevicata, anche se dovrebbe essere normale durante l’inverno. Nel mese di novembre le nevicate sono state quasi sempre un evento raro, anche se in passato si sono registrati alcuni episodi significativi. In questo contesto, ci si limita a un’analisi generale senza entrare nel dettaglio, poiché altrimenti sarebbe necessario citare decine di eventi meteorologici storici.
La corrente del Golfo, quindi, ha un’influenza attiva sul clima europeo, ma esiste una certa riluttanza a sottolinearlo apertamente. Questo perché non ci sono studi definitivi che dimostrino un legame diretto tra i cambiamenti climatici in Europa e gli eventi estremi di freddo isolato derivanti dal raffreddamento delle acque superficiali. Non si parla, tuttavia, di un blocco completo della corrente del Golfo, evento che, secondo gli scienziati, avrebbe conseguenze molto più gravi, con un significativo raffreddamento dell’Europa centro-settentrionale durante la stagione invernale.
Durante l’inverno in corso, potremmo assistere a ulteriori irruzioni di aria fredda. Inoltre, in coincidenza con lo split del vortice polare, potrebbe verificarsi un’ondata di gelo proveniente da est, cioè dalla Siberia, con episodi particolarmente intensi. Questi eventi non sono prevedibili a lungo termine. L’analisi qui presentata si limita a delineare alcuni aspetti generali del comportamento climatico, individuando variazioni evidenti che potrebbero influenzare le condizioni meteorologiche nel prossimo futuro.