Previsioni di neve abbondante su Alpi e Appennino per l’inverno secondo il NOAA/NCEP
Il NOAA/NCEP, rinomato Centro Meteo americano, ha recentemente diffuso un aggiornamento previsionale che prospetta scenari climatici eccezionali, segnando un cambiamento rispetto agli ultimi 15 anni. L’elemento centrale delle proiezioni è l’impatto di La Niña, un fenomeno atmosferico che influenza significativamente il clima globale.
Gli effetti di La Niña e il raffreddamento globale
La Niña, che prenderà forma nel Pacifico equatoriale, modificherrà profondamente il bilancio termico globale. Il 2024 ha visto un ritardo nel consolidamento del freddo in molte aree, con temperature elevate che hanno persino caratterizzato la prima decade di novembre. Tuttavia, l’emisfero settentrionale sta sperimentando un rapido raffreddamento, e i modelli previsionali suggeriscono ulteriori imminenti riduzioni delle temperature anche in Italia, soprattutto nel medio e lungo termine.
Il fenomeno delle inversioni termiche in Valpadana
In Nord Italia, l’alta pressione pronta a manifestarsi, sta attivando le inversioni termiche, favorendo il raffreddamento delle pianure. In particolare, in Valpadana si forma un “cuscinetto” di aria fredda che tende a stazionare in assenza di vento. Questa condizione, amplificata dalle giornate sempre più brevi e dalla presenza di foschie e nebbie, potrebbe fungere da base per nevicate anche a bassa quota, se le temperature scendessero ulteriormente, ed in concomitanza del transito di perturbazioni.
Scenari di neve su Alpi, Appennino e pianura
Le proiezioni stagionali evidenziano la possibilità di neve abbondante su Alpi e Appennino, ma anche in pianura, specialmente nel Nord Italia. Questo scenario deriva da un probabile aumento delle precipitazioni in concomitanza con il calo delle temperature, favorito da aree di bassa pressione sul Mediterraneo.
Il modello del NOAA/NCEP suggerisce che, mentre i mesi di novembre e dicembre potrebbero mantenere temperature vicine alla media, i mesi di gennaio e febbraio si distinguerebbero per valori termici inferiori alla norma, condizioni ideali per estese nevicate.
Piogge recenti e prospettive future
Negli ultimi mesi, le precipitazioni hanno toccato livelli record in alcune regioni italiane, causando alluvioni e smottamenti di terreno. Tuttavia, nelle ultime settimane, soprattutto al Nord Italia, le piogge sono cessate. La ripresa delle precipitazioni potrebbe a dicembre, con i primi fenomeni previsti sulle Isole Maggiori e le aree tirreniche. Un cambio più marcato è auspicabile dopo l’Immacolata, quando irruzioni di aria fredda dall’Artico potrebbero influenzare l’Europa orientale e, in parte, anche l’Italia.
Influenza dell’anticiclone russo-siberiano
Per i mesi centrali dell’inverno, i modelli prevedono l’espansione dell’anticiclone russo-siberiano fino ai confini italiani. Questo comporterebbe l’afflusso di aria gelida, combinata a basse pressioni nel Mediterraneo, un mix che favorirebbe condizioni di neve abbondante. Tali scenari ricordano episodi storici di freddo intenso, come quello del febbraio 1956, pur rimanendo ipotesi basate su proiezioni matematiche. Ma nessuno di noi e altri, può conoscere se si materializzerà nella realtà una ondata di gelo siberiano. Qui ci basiamo su ipotesi analizzando i modelli matematici, ma dobbiamo tutti fare i conti con i cambiamenti climatici, che però, da una parte, accentua la variabilità, e ne è testimone la tempesta di neve che ha investito questi giorni amplissime aree europee, con nevicate eccezionalmente abbondanti e precoci.
Concludendo
Sebbene le proiezioni stagionali non siano altamente affidabili, i modelli del NOAA/NCEP rappresentano strumenti sofisticati e sempre più precisi grazie a investimenti significativi. Queste previsioni offrono una visione anticipata di un possibile inverno con episodi di freddo e neve. Il tutto sarà oggetto di un accurato monitoraggio per avere aggiornamenti meteo il più possibilmente precisi, come l’evento di neve che ha interessato parte del Nord Italia, di tempesta di vento il resto dell’Italia.